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Centro della tenuta è il baglio, una tipica antica costruzione siciliana del 1469.Sull’intero podere, silenziosamente, volteggiano gli anni che, gettando l’occhio sui lunghi e verdi filari, raccontano le fitte trame della loro storia.Una storia normanna: Re Ruggero diede le terre di Cammarata a sua moglie Lucia.Lucia, donna di nobile e generoso animo, le donò alla chiesa di Cefalù: tra esse c’erano gli ettari di Santa Maria de Harsa.Quando il vescovo di Cefalù, Raimondo da Giunta, concesse tali terre a Raimondo Villanova correva l’anno 1290 e Santa Maria de Harsa divenne principato di Villanova, comprendente il Feudo Montoni.

 

Durante la dominazione aragonese, il podere appartenne a nobili famiglie: prima i Palizzi, poi i Doria, i Notarbartolo, gli Abatellis che edificarono nel 1469 il baglio.
Nel 1595 nel "De Naturali Vinorum Historia" l'agronomopontificio Andrea Bacci già elogiava il vino delle suddette terre come "...un vino rosso, potentissimo, di piacevole odore e sapore, capace di lunga conservazione..." .Nel XVIII secolo la tenuta fu acquistata dai Beneventano e cento anni più tardi, la baronessa Eulalia Beneventano sposò il barone Francica-Nava. Dal di lui nipote, Giuseppe, cardinale di Catania, dai primi del secolo scorso, mio nonno Don Rosario acquistò il "Feudo Montoni" già culla di vari vitigni siciliani, tra cui il suo amato Nero d'Avola, passione trainata e potenziata da mio padre Elio.

 

Oggi dopo 600 anni, alla terza generazione, consapevole della grande eredità viticola ed enologica, il mio unico obiettivo è produrre vini che possano "emozionare".
Il Nero d’Avola “Feudo Montoni” è coltivato nelle nostre terre da seicento anni, vinificato da tre generazioni, quando di esso nulla si diceva, quando non era un vino di tendenza e non faceva moda.Oggi più di allora il nostro Nero d’Avola lavorato in purezza vuole custodire la forte identità dell’antico vitigno siciliano, senza farsi trascinare da tendenze di gusto che lo renderebbero più ammaliante ma con meno carattere e personalità. Da secoli lavoriamo in un dignitoso silenzio, tra il vigneto e la cantina, accompagnati dalla cultura dell’attesa, per realizzare “la grande invenzione della tradizione”.

 
 
Copyright© 2006 Feudo Montoni